Alitosi, bromopnea, foetor ex ore: sono tutti sinonimi per indicare un’unica problematica conosciuta ai più con il semplice nome di “alito cattivo”. Nonostante sia sicuramente esagerato parlare di “patologia”, questo problema, soprattutto nelle sue forme più marcate e persistenti, è molto sentito e può arrivare a condizionare la vita di chi ne soffre, soprattutto in una società come la nostra nella quale l’immagine personale risulta così importante ai fini delle relazioni interpersonali. L’origine del cattivo odore dell’alito può essere di varia natura e collegabile a diverse condizioni fisiologiche o, in alcuni casi, patologiche. In genere, sia per la diagnosi oggettiva del problema, sia per la sua risoluzione, l’attenzione di chi ne soffre si concentra sull’area anatomica “dalla quale proviene il cattivo odore”: la cavità buccale. Tuttavia, nonostante la bocca sia innegabilmente l’organo coinvolto in primis nel sintomo dell’alitosi, non sempre le cause all’origine del problema sono da ricercare in questa sede. Per avere quindi, un quadro chiaro e completo sulla problematica è necessario fare un “distinguo” tra quelli che sono i sintomi e quelle che sono invece le cause a monte che possono essere collegate a svariati fattori e/o affezioni o involgenti organi e/o apparati specifici.

CAUSE E FATTORI PREDISPONENTI

All’origine della tossiemia (accumulo nel sangue di una grande quantità di tossine), che porta all’emissione di alito maleodorante, vi può essere un’intolleranza alimentare. Alimenti mal digeriti, attraversando la mucosa intestinale, divenuta, nel tempo, troppo permeabile, entrano in circolo e inducono l’accumulo nel sangue di una elevatissima quantità di tossine. Il perdurare di tale situazione, nei soggetti predisposti, è causa di emissione di alito cattivo. La causa principale di tutto ciò è senza ombra di dubbio la disbiosi intestinale. Con ciò si intende il disequilibrio della microflora fisiologica che si viene a creare soprattutto in seguito all’assunzione di farmaci (in particolare antibiotici, ma anche antiacidi, lassativi, ecc.) e ad abitudini alimentari errate (assunzione di latte e latticini, di carne, di zuccheri e carboidrati raffinati, di cibi industriali e conservati, etc.). I batteri patogeni e opportunistici che, in seguito

a ciò, proliferano a dismisura nell’intestino, togliendo spazio alla colonizzazione da parte dei microrganismi benefici, portano a fermentazioni e a putrefazioni intestinali; i metaboliti tossici che da ciò si originano si riversano in parte nel sangue e, in parte, soprattutto se sotto forma di molecole volatili, risalgono il tubo digerente, danno origine all’emissione di alito cattivo. Questa situazione di fondo può essere acuita da problematiche più specifiche che possiamo schematizzare in:

  • alitosi in relazione a problematiche delle alte e basse vie aeree (abitudine al fumo, carie, gengiviti, parodontiti, “patina” presente sul dorso linguale, problematiche infettivo- infiammatorie delle prime vie aeree, come ad esempio tonsilliti e sinusiti)
  • alitosi in relazione a problematiche gastriche (difficoltà digestive, consumo di alimenti ricchi in proteine animali, dispepsia funzionale, presenza di Helicobacter pylori)
  • alitosi in relazione a problematiche depurative e fermentative (patologie associate a disturbi

metabolici sistemici, a patologie od insufficienze degli organi emuntori, parassitosi, candidosi, diabete, acetonemia, assunzione di farmaci, consumo di alcol).
Per tali ragioni, per risolvere la problematica, è indispensabile agire prima di tutto efficacemente sulle cause delle intolleranze e, contemporaneamente, direttamente sull’alitosi, con particolare attenzione ai vari casi specifici.

L’APPROCCIO PER L’ ALITOSI si basa su 4 aspetti fondamentali:

  • Affrontare e risolvere il problema di fondo, con un prodotto ad uso sistemico che svolga contemporaneamente le seguenti funzioni: a) ripristinare l’integrità della mucosa intestinale; b) ottimizzare il terreno intestinale e favorire il corretto metabolismo; c)promuovere il drenaggio delle tossine e migliorare la funzionalità degli organi preposti
  • Agire sulla causa più specifica dell’alitosi, grazie ad integrazioni mirate
  • Correggere la disbiosi intestinale attraverso una dieta adeguata
  • Adottare uno stile di vita volto ad alleviare ansie e stress consentendo al corpo di autorafforzarsi.